
Ciao.
Come la buona educazione insegna, mi presento. Mi chiamo Francesco, sono uno dei tanti cittadini italiani che vivono in terra straniera. Dove, non importa; vivo abbastanza lontano dal mio paese d’origine da non ricevere i messaggi pubblicitari, i commenti inutili, i telegiornali, tribune politiche, programmi di “approfondimento”, varietà, tette culi e tutta la spazzatura che la televisione italiana riesce a produrre ogni giorno. Come un veleno che lentamente annebbia la vista, confonde i colori e uccide la mente, quella scatola che scalda la casa del 99% degli italiani qui non ha il potere che ha nel nostro paese.
Forse è per questo che come ogni italiano che come me vive lontano dalla sua terra, e che comunque ne sente la mancanza, la sete di notizie deve essere soddisfatta non accendendo quella scatola misteriosa, bensì cercando altrove. La Rete è un luogo perfetto per questo: l’informazione non è sotto controllo, se volete viene fatta “dal basso”, perciò sicuramente più indipendente di quella che viene prodotta dai mass media sponsorizzati da grandi gruppi industriali.
Questo blog è un esperimento, per il sottoscritto, perchè mi sono reso conto che quanto per me è ovvio, per altri non lo è. A valle delle possibili differenze di opinioni politiche, ci sono dei valori, come l’onestà, l’onore, l’integrità morale di chi siede al governo e negli scranni del parlamento che non dovrebbero essere frutto di speculazioni: o sei onesto, o non lo sei. E se non lo sei, allora non puoi rappresentarmi, e non puoi rappresentare neanche il mio paese. Questo concetto dovrebbe insomma valere indipendentemente dalla bandiera di partito o dalle idee di ciascuno di noi. Allora mi chiedo: perchè non è così? Non posso credere che gli italiani siano tutti mafiosi, camorristi, ladri, corrotti, corruttori, puttanieri e farabutti. Almeno non la maggioranza. L’unica spiegazione che riesco a darmi sta nella differenza dei messaggi che ci raggiungono ogni giorno dai media. C’è chi non si informa, chi si informa passivamente e infine chi sceglie di informarsi. Ed è forse in quest’ultimo gruppo che il senso critico è più sviluppato, dove le idee generano altre idee,
Perchè “Videocracy”? Lo spunto dal nuovo videodocumentario di Erik Gandini, appunto Videocracy, che racconta “dall’interno l’esperimento e conseguenze di un esperimento televisivo che gli italiani subiscono da trenta anni. E riesce a ottenere l’accesso esclusivo alle sfere più potenti, rivelando una storia significativa, derivata dalla spaventosa realtà della televisione italiana, un paese in cui il passaggio da showgirl a Ministro per le Pari Opportunità è puramente naturale”
Bene, il trailer di Videocracy è stato rifiutato dalle reti Mediaset per ovvi motivi. Purtroppo anche la RAI, la rete pubblica nazionale, ha rifiutato di mandarlo in onda per mancanza di un contradditorio. Contraddittorio?! Perchè? E’ un DOCUMENTARIO, non una tribuna politica. La par condicio cosa c’entra?
Ecco, questo è il livello dell’informazione italiana. Invece di informare, di generare senso critico nei suoi telespettatori, preferisce mandare in onda varietà, tette, culi. I telegiornali nascondono le notizie, i giornali le trasformano, i politici le utilizzano a loro piacimento. Il telespettatore subisce, il lettore viene ingannato.
Questo blog, dicevo, è un esperimento che servirà soprattutto al sottoscritto, per commentare come l’informazione italiana sia totalmente manipolata. Per cercare di capire quali sono gli interessi – economici e politici – di chi trasforma le notizie a proprio piacimento.
In attesa di un provvedimento di censura preventiva…